Osservatorio Multicanalita’
Gennaio 30, 2009
Scrivo un breve post in merito all’evento organizzato come sempre molto bene dal MIP in merito alla multicanalità. Interventi dei relatori brevi precisi ed interessanti come sempre. Dati interessanti sull’analisi del fruitore dei mezzi di comunicazione la sua clusterizzazione in rapporto all’utilizzo dei vari canali e media e una analisi del livello di consapevolezza delle aziende sull’importanza della multicanalità. Ovvia focalizzazione sul cosidetto consumatore reloaded. in estrema sintesi il consumatore che utilizza nelle sue decisioni d’acquisto un mix di canali d’informazione laddove i media digitali sono la parte preponderante. Utilizza l’online sia come risorsa informativa che come canale d’acquisto ed ha ,tanto per usare un neologismo da markettaro iniziato , un atteggiamento da prosumer. Tale consumatore è dato in costante crescita (circa 7,5 mil di consumatori reloaded stimati). Piu’ interessante da un punto di vista personale l’analisi strategica che ha presentato Giuliano Noci sull’approccio delle aziende italiane e la cosidetta multicanalità. Mettendo in relazione la variabile “livello di consapevolezza della potenzialità di una strategia multicanale” con quella “livello di integrazione tra canali differenti” i raggruppamenti che ne scaturiscono sono i seguenti:
MIOPI
Imprese fortemente legate all’utilizzo di leve di marketing tradizionali. Non conoscono le potenzialità dei nuovi strumenti e sono convinte che la maggior parte dei loro clienti non abbia un approccio multicanale. Magari preferiscono il classico prime time sponsorizzando il festival di Sanremo… (questa è una mia considerazione
) seppur avendo magari in passato provato a piluccare i nuovi media così tanto per vedere e con budget residuali e risibili. Forse non si rendono conto che a poco a poco il ricambio generazionale potrebbero spiazzarli.
YES WE CAN
All’estremo opposto abbiamo quelle aziende che fanno della multicanalità la loro strategia, realtà che secondo la ricerca sono poco piu’ che delle rarità nel panorama italiano. Aziende che per forza di cosa sono strutturate con competenze specifiche e fortemente integrate.
VORREI MA NON POSSO
Aziende con un potenziale approccio alla multicanalità grazie a pochi manager coraggiosi e che hanno voglia di rischiare ma che non trovano sponda favorevoli all’interno dell’organizzazione. Tipico caso di aziende votate a logiche di comunicazione tradizionale, e che sottostimano la potenzialità dei nuovi mezzi e canali di contatto con il proprio target. Probabilmente sono queste le aziende su cui ci si debba concentrare in un’opera di evangelizzazione. Secondo la mia esperienza in tali aziende l’esigenza di sviluppare tali strategie nasce e si radica solo dopo tutta una serie di iniziative “tattiche” oltre che dal rendersi conto dell’obsolescenza di determinati canali (oltre che del proprio target di riferimento).
VORREI MA NON RIESCO
Aziende che pur adottando una strategia multicanale (tipicamente realtà che lato vendita/rapporto con il Cliente affiancano per così dire on e off line) non riescono a coordinarsi internamente oppure il concetto di multicanalità nel rapporto con i loro clienti è solamente parziale. Realtà aziendali comunque già su una buona strada.
Inultile dire che nella mia esperienza sul campo abbondavano i casi di aziende cosidette miopi (almeno fino ad un paio d’anni fa), il panorama e lo scenario attuale si configura piu’ come una mix fra la terza e la quarta categoria per cui posso dire di nutrire una certa fiducia nel futuro. Fiducia che nasce anche dall’auspicio che in uno scenario come l’attuale che vede l’intersecarsi di alcuni macrofenomeni (crisi finanziaria, mutamenti lato consumo dei media tanto per citarne alcuni) si rafforzi l’esigenza a focalizzare maggiormente su quei mezzi che consentano fin da subito una misurazione immediata dei risultati con una relativa dispersione del target.
Una nota a margine dell’incontro di ieri è stata l’assenza fra i relatori di un rappresentante di IAB. Dato per assodato che nel concetto di multicanalità il digitale risalta per forza di cose sarebbe stato a mio avviso interessante un loro intervento.
Last but not least i dati sul peso dell’online sul totale degli investimenti media (dati Nielsen MR Gennaio-Ottobre 08 ) mi sono sembrati piu’ realistici delle doppie cifre (tanto per intenderci) che circolano quando ce la cantiamo e ce la suoniamo fra di noi.